Walter Nicoletti Dovesi

Organizzazione e professionalità

Branding Aggressivo – Quanto può essere efficace?

  • Pubblicato il 2 Ottobre, 2018

C’è anche chi fa o ha un Branding aggressivo…molto

Aggressivo o estremo, cerca comunque di farsi notare in modo netto e spiccato

branding aggressivo

 

Esistono tanti modi per fare marketing e fare personal branding. Alcuni sono più soft, altri molto più diretti, magari in alcuni casi, estremi. Ma a volte c’è proprio un branding aggressivo.

Mi sono ritrovato ad un corso, come partecipante, dove lo speaker aveva un gran turpiloquio e moltissimi gesti “inequivocabili”.

Onestamente non sono molto attento alla forma, devo dire che mi ritengo anche “sbocacciato”, ma quando si esagera, diventa abbastanza pesante. Eppure rimane molto efficace, molto diretto e parla ad un pubblico che è a target.

Infatti il suo pubblico sono gli imprenditori, quindi persone che guardano direttamente al R.O.I (che sarebbe il ritorno sull’investimento fatto). E quando investono denaro, non vogliono tanti “fronzoli”, ma vogliono vedere risultati immediati o a brevissimo termine. Ebbene, un metodo efficace per entrare in rapport con loro, è proprio quello di essere molto diretto, un pò….terra terra.

La comunicazione non verbale di molte persone, rimane inequivocabile, spesso ti ritrovi ad un bivio: lo odi o lo ami…

Proprio rimanendo su questo esempio, infatti, c’erano moltissime persone che apprezzavano, ma altre che proprio non riuscivano a sopportarlo. Eppure, dava contenuti decisamente di qualità. Eppure era chiaro che c’era molto da apprendere ed applicare.

Il fatto di aver saputo gestire tutta la situazione, tutta l’aula, è dovuto alla preparazione pre-corso. Un turbine comunicativo, fatto nel tempo, che ha preparato a priori tutti gli spettatori. Era un po’ come se ce lo aspettassimo.

Però….

Non ho mai provocato nessuno: faccio solo il mio lavoro. (Moana Pozzi)

Divertente, vero?

Un’espressione decisamente azzeccata. Anche lei era un branding aggressivo…per certi versi…

E qui non sto a dare un giudizio sul giusto o sbagliato, si cerca proprio di capire il sistema comunicativo utilizzato.

Si perché sempre di comunicazione si tratta, infatti rappresentare un brand soft o un brand hard, comunque lo devi rappresentare e presentare.

C’è stato un lavoro a monte che ha preparato, formato ed informato, tutti coloro che sarebbero andati a vedere quel corso. Sapevano che il personaggio è un brand con un carisma forte e autoritario. Era un monologo, erano leggi dettate con ordini precisi.

Giustificati da strumenti efficaci, ma sempre ordinati.

E lo ripeto, fatto così, o lo odi o lo ami!

È un crocevia, è un pò uno spartiacque.

Ma vi ricordate il “Baffo”? No, attenti che non voglio paragonarlo a lui.

Però se ricordate bene, aveva un atteggiamento molto diretto, aggressivo, entrava nella mente e “imponeva” il messaggio che voleva trasmettere. E’ un modo di fare, è uno stile che può portare risultati.

Esattamente come li porta un metodo più soft, che tendenzialmente è molto più rilassante, tanto che potrebbe essere rischioso per l’attenzione e l’apprendimento.

Dall’altra parte, esiste ugualmente un’imposizione, una prepotenza più soft che entra comunque nella mente. Un pò come l’ipnosi…

Meno plateale ma ugualmente efficace. Meno “chiassoso” ma sempre diretto

Due modi, due misure, ma stesso risultato: comunicazione efficace

Attenzione, entrambi i modi sono studiati a dovere con una strategia pianificata passo passo. Non pensiamo che sia tutta improvvisazione…

Check your Brand – Lead your Brand


Di Walter Nicoletti Dovesi


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