Walter Nicoletti Dovesi

Organizzazione e professionalità

Tutto fa branding

  • Pubblicato il 13 Febbraio, 2020

Ma cosa vuol dire: tutto fa branding?

C’è un detto che viene usato spesso (almeno dalle mie parti): “Tutto fa brodo”.

Veniva utilizzato per far capire che nel brodo ci si mette un po’ di tutto, soprattutto per insaporirlo. Spesso si usavano anche gli scarti. Ma allora, tutto fa branding, vuol dire che c’è un pò di tutto?

tutto fa branding

Spieghiamo meglio

Tutto fa branding è un po’ lo stesso concetto, infatti di questi tempi, troppi lo utilizzano mettendoci dentro un po’ di tutto, con lo stesso obiettivo: “insaporirlo!”

Sai qual è il problema? È che all’interno del personal branding, succede la stessa cosa, ci infilano un po’ di tutto. A volte senza nemmeno pensarci.

Eppure c’è il Personal Branding (con le maiuscole non a caso) che ha un valore incisivo all’interno della vita lavorativa di ogni professionista. Non è possibile metterci di tutto, non puoi utilizzare quello che ti pare ma devi lavorare specificatamente solo su alcuni aspetti.

Aspetti che vanno individuati con precisione, perché possono essere diversi a seconda del professionista, poi lavorato per farli emergere con efficacia per gli obiettivi che ti poni.

Non puoi metterci di tutto, perché tutto non va bene a tutti!

Gioco troppo con le parole?

Eppure è semplicemente la verità, infatti quello che può andare bene a me, non è detto che vada bene anche a te.

Abbiamo brand differenti, necessitiamo di strumenti differenti. Non possiamo sempre generalizzare, i format ormai sono logori e hanno stancato. Vanno bene per la commercializzazione di massa, non per “differenziarsi”.

Se vuoi differenziarti, devi fare un grosso passo in avanti: focalizzato e specializzati.

Usa strumenti diversi, non seguire la massa, ma trova il tuo valore aggiunto.

Tuttavia, qualcuno parte con uno schema base che è quello del marketing “puro”, ma rivisto alla persona: Le famose 4 P – prodotto, prezzo, piazza di distribuzione, promozione.

tutto fa branding

Ok, i termini qualcuno li cambia, ma la sostanza è:

IL PRODOTTO: chi sei tu? Che prodotto sei? Qual è il tuo stile, come ti presenti e come dovresti essere (packaging)?

Ma non solo, quali prodotti e servizi offri?

IL PREZZO: Quanto vali? Qual è la tua tariffa base e quanto sei disposto ad investire in relazione ad un prezzo? Come e quando ti fai pagare? Che listino hai e come lo gestisci? Sei disposto a sconti? A quale scopo?

LA PIAZZA: In che mercato ti posizioni? Sei in un mercato altamente commerciale, pieno di “cloni” o sei in un mercato di “nicchia” specifico e specializzato?

Hai una rete di contatti? Sai quanto è importante e come sfruttarla?

LA PROMOZIONE: Come comunichi te stesso sul mercato? Come comunichi  i tuoi prodotti e servizi? Quel è la tua pubblicità? Quali relazioni pubbliche hai (social marketing)?

Ti ho riempito di domande, vero? Mi immagino già la tua faccia….ma come vedi non tutto fa branding

Eppure solamente rispondendo a queste, faresti un buon balzo in avanti per lavorare sul tuo brand e migliorare certe situazioni. Sembrano sempre delle grandi cavolate, ma alla fine quello che conta è la semplicità delle cose. Quello che è facile da portare avanti e da utilizzare.

È la base, è semplice, si può applicare….perchè non farlo subito?

Attenzione!

Questo è uno schema base, quello che ti porta a generalizzare.

Ma da qui puoi partire per il tuo scopo, il tuo focus.

Parti da qui, prova e mi saprai dire.

Check your Brand – Lead your Brand


Di Walter Nicoletti Dovesi


I commenti sono chiusi.

Potrebbe piacerti anche

La vera storia del Personal Branding

Marzo 28, 2022

Manager frustrato

Settembre 1, 2020

Il mercato è tutto uguale, o sei isolato dal mondo?

Giugno 13, 2020

Registrati adesso

e scarica la guida gratuita